Paolo Sorrentino ha costruito la sceneggiatura della nuova serie in onda su sky “The New Pope” attingendo spunti dalle cronache e dalle leggende metropolitane che da tanto tempo suggestionano l’immaginario collettivo, condendo il tutto con surrealismo e un pizzico di storia reale.

Ne esce fuori  una fiction che seppure sia un po’ grottesca di suo, risulta sufficientemente avvincente e in grado di creare quella souspance dell’attesa per la puntata seguente.

Scandali sessuali e finanziari si susseguono mentre le gerarchie vaticane complottano e i due papi vivono in contesti e copioni diversi ma legati da un filo comune. La storia infine risulta avvincente, la regia e’ ottima e la fotografia a mio avviso superlativa.

Tra scenari favolosi e palazzi storici meravigliosi pero’ il popolo e le genti hanno un ruolo assolutamente marginale, tutto e’ aristocratico, pomposo, esagerato e anche quando non lo e’ assume comunque un tratto distintivo che tende a galleggiare in alto,sopra ad ogni cosa.

Il taglio che Sorrentino ha dato e’ quello che raffigura una Chiesa potente che gode di immensi privilegi e piaceri e infatti nella prima puntata il tentativo di portarla verso una visione umanitaria e francescana da parte di un terzo eletto papa (Francesco II ) viene frettolosamente liquidata riservando a costui una prematura scomparsa e tutta la vicenda si impernia sui due papi protagonisti: Pio XIII e Giovanni Paolo III impersonificati da Jud Low e John Malkovich.

Posted by:Sandro Geromin

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