La plenaria di Strasburgo del settembre 2019 ha stabilito, con una risoluzione del parlamento europeo, che il regime totalitario comunista va’ equiparato al regime totalitario nazista: a livello legislativo non vi sono ancora stati ulteriori passi, ma, per la prima volta nella storia, si è iniziato a discutere sul fatto di condannare l’apologia di comunismo così come si condannano l’apologia di nazismo e fascismo.

L’iniziativa parlamentare europea sull’anti-comunismo ha suscitato entusiasmo tra i paesi dell’Est che hanno subito la dominazione comunista, ma ha trovato ostacoli e suscitato polemiche qui in Italia, dove esponenti della sinistra hanno tirato fuori il solito ritornello che, qui, il comunismo ha fatto solo “cose buone” e pertanto è lecito ostentare, ancora, i simboli di falce e martello in ogni dove.

Il parlamento europeo ha (parole testuali) :


“espresso inquietudine per l’uso continuato di simboli di regimi totalitari nella sfera pubblica e a fini commerciali e ricorda che alcuni paesi europei hanno vietato l’uso di simboli sia nazisti che comunisti.
Osserva la permanenza, negli spazi pubblici di alcuni Stati membri, di monumenti e luoghi commemorativi (parchi, piazze, strade, ecc.) che esaltano regimi totalitari, il che spiana la strada alla distorsione dei fatti storici circa le conseguenze della Seconda guerra mondiale, nonché alla propagazione di regimi politici totalitari”.

Insomma, mentre nel resto dell’Europa si ragiona su una visione ed una narrazione della storia a 360°, priva di parzialità e paletti ideologici del 900, qui in Italia, invece, si rimpiangono ancora Stalin ed addirittura il maresciallo Tito.

In occasione della giornata della memoria dedicata alle vittime delle Foibe, il partito comunista italiano (ebbene sì, esiste ancora!) ha celebrato con tutti gli onori il dittatore Tito, sì, avete letto proprio bene: hanno celebrato chi, di fatto, ha creato la strage delle Foibe, con più post celebrativi pubblicati sui social.

Sempre il partito comunista italiano, è arrivato a scrivere su facebook il seguente post: “Nelle foibe non sono finite donne e bambini, i profili di coloro che risultano infoibati sono quasi tutti di adulti compromessi con il fascismo, per quanto riguarda le foibe istriane del ’43, e con l’occupatore tedesco per quanto riguarda il ’45.” (A. Kersevan)

Voi direte “vabbè, ma il partito comunista italiano rappresenta una minoranza, cosi come Casa Pound o Forza Nuova dall’altra parte”…ed invece no, perchè il negazionismo ed il revisionismo storico verso le Foibe sono piuttosto gettonate anche e soprattutto tra gli esponenti del ben più rilevante Partito Democratico.

Il segretario del circolo Pd di Bruino, nel giorno della Memoria delle Foibe, ha pubblicato una foto del Maresciallo Tito con un cuoricino rosso a commento, ed il Presidente del Pd torinese lo ha difeso, ricordando con orgoglio che il proprio nonno era stato un partigiano titino.

Il 10 febbraio Gasparri si è recato alla Foiba di Bassovizza (Tn), dichiarato monumento nazionale nel 1992, per commemorare gli italiani massacrati ed infoibati nel pozzo minerario, ma, durante il discorso del senatore azzurro, gli esponenti del Pd presenti, tra i quali la notissima Debora Serracchiani, hanno abbandonato in segno di protesta la manifestazione, perchè non volevano che “la destra sovranista usasse la Foiba di Bassovizza come un palcoscenico”.

Con la scusa della “strumentalizzazione” delle Foibe da parte delle destre, però, il Pd non si è preoccupato della propria mancanza di rispetto verso le vittime innocenti della follia comunista.

La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha definito la strage delle Foibe “un genocidio programmato contro gli italiani”, ma questo concetto pare non interessare gli antagonisti dei centri sociali: è di poche ore fa la notizia che, a Torino, attivisti dei centri sociali hanno vandalizzato un’aula dell’università al Campus Einaudi.
I collettivi hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere l’aula del Fuan dedicata a Paolo Borsellino, dove alcuni studenti di destra stavano volantinando per protesta contro il convegno ritenuto “giustificazionista” delle Foibe.

Risultato: quattro antagonisti bloccati dalla polizia, tre agenti della Digos feriti e un’auto della polizia devastata.

A distanza di quasi 80 anni dal dramma delle Foibe, l’Italia non solo non ha fatto pace con la propria storia, ma resta ancora fortemente divisa in blocchi, come se il muro di Berlino non fosse mai crollato.

Del resto, in Italia, sono ancora disseminate in varie località statue e targhe inneggianti alla Rivoluzione Russa e potete vedere quanto ancora la nostalgia del comunismo sia presente nel nostro paese, grazie a questi esaurienti servizi giornalistici di PROPAGANDA LIVE a link che vi copio qui sotto:


https://www.la7.it/propagandalive/video/propagandaemilia-il-reportage-di-diego-bianchi-riparte-da-guccini-16-12-2019-298865

La morte dovrebbe essere, ancora e sempre, una “livella” che pone le le vittime innocenti delle atrocità di guerra sullo stesso piano metafisico; le vittime di guerra e genocidi dovrebbero essere piante nel medesimo modo, ma, evidentemente in Italia non siamo ancora “maturi” per questo concetto, eppure cosi elementare, cosi umano.
Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

One thought on “LE FOIBE INCONTRO SCONTRO E OPINIONI CONTRASTANTI

  1. Brava Carlotta. Una disamina dei fatti storici accaduti precisa e senza possibilità di controbattuta. Chiaramente ognuno a diritto di pensarla alla propria maniera…ma la storia è storia.

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