C’e’ chi sostiene che l’Italia detenga il 50% del patrimonio artistico culturale mondiale e chi si spinge anche a dichiarare molto oltre.

Non so con quali dati si riescano a determinare queste percentuali e se siano sovrastimate  ma senza dubbio il nostro paese, che e’ stato la culla della civilta’, ha senz’ altro molti  piu’ beni artistici di qualsiasi altro paese al mondo. Al di la’ delle numeriche, la bellezza delle architetture, delle opere, dei monumenti che abbiamo e che i nostri eccellenti maestri hanno prodotto e’ straordinaria.

Nelle varie epoche a partire da quella romana sono stati realizzati edifici con architetture complesse valorizzate da finiture, decori, opere d’ arte e dettagli dal piu’ grande al piu’ piccolo, tutti eccellenti, alla cui realizzazione hanno partecipato tantissimi uomini dotati e preparati, orchestrati dalle regie dei grandi maestri d’ architettura e d’ arte.

Queste opere che sopravvivono nei secoli sono il nostro patrimonio ma era anche nostro quel patrimonio umano di capacita’ nel realizzarle che sussisteva e contava tantissimo. Poi vennero le due grandi guerre del secolo scorso, qualcosa ma per fortuna non molto venne distrutto.

Successivamente  di opere esemplari ne vennero realizzate sempre meno.

Si  di certo cambiano le stagioni artistiche e culturali, si affacciano nuove tendenze, ma non e’ questo il punto secondo me. Secondo me la nostra civilta’ ha avuto piu’ di 1500 anni compulsivi  di creazione e dopo le guerre, forse complice il sentimento di debolezza per averle perse e la perdita’ di identita’ come nazione, siamo giunti ad una profonda anoressia artistica, culturale, progettuale e anche mestierale.

C’erano altre priorita’ fra cui quella di ricostruire un’ economia e un tessuto sociale;le energie dei creatori si sono concentrate soprattutto su quello e tendenzialmente e’ rimasto fra noi quel gene creativo. Pero’ e’ sostenibile che da quel momento sia iniziato un declino valoriale, artistico, culturale e del saper fare cose belle che rimangano fino a giungere all’oggi in cui l’incompetenza dilaga e non ci sono piu’ italiani in grado di costruire un muro diritto e capaci a tenere una cazzuola in mano.

Posted by:Sandro Geromin

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