Dove finisce il diritto di critica ed inizia il bullismo? Quando si travalica il limite tra la legittima esposizione di un’opinione e la prevaricazione?

I social, ma in particolar modo Facebook, sono diventati una vera e propria jungla per quanto riguarda i commenti ed i “battace risposta” violenti tra gli utenti. Si riesce a litigare ed attaccar briga per i motivi più futili: ho letto di gente che si è augurata, vicendevolmente, le peggiori malattie per la ricetta modificata di una pastasciutta o per un rigore negato della propria squadra di calcio.

Soprattutto nelle community dedicate a quanto avviene nelle  cittadine di provincia, volano stracci e si instilla veleno per qualsivoglia argomento: dalle cacche dei cani, ai parcheggi, fino ad arrivare a vere e proprie risse virtuali se si toccano tematiche politiche. La violenza è palpabile, l’odio ed il disprezzo che scorrono tra le righe di diversi utenti sono cosi forti che, se le pagine web potessero sanguinare, visualizzeremmo la celebre scena della cascata di sangue che scende dall’ascensore dell’ Overlook Hotel  di “Shining”.

La politica è tornata ad essere profondamente divisiva come nei tetri anni di piombo ed il terrorismo verbale è ormai pratica diffusa e collaudata.

Basta affermare, ad esempio, di NON  essere di sinistra per venire etichettati, di default, come dei “minus habens” e degli “analfabeti funzionali” ed essere derisi, sbertucciati e de-legittimati dal “branco” di commentatori, che fanno squadrismo (ebbene si) contro la singola voce dissonante. Ovviamente, manco a destra non ci si fa mancare niente, in quanto a cattive abitudini, tra strafalcioni lessicali ed ideologici ed un diffuso pressapochismo concettuale e culturale.

Si sono smarrite completamente le regole basilari della buona educazione e del buon senso: l’interlocutore con un’idea differente viene percepito come un nemico da abbattere, attraverso la derisione, la presa per il culo, lo sputtanamento perpetuo.

Utenti si sentono legittimati a sparare merda su tutto e tutti, incondizionatamente, dall’alto di una sedicente superiorità morale e culturale tutta da verificare. Sapete, poi, qual’e’ la cosa più ridicola di questa faccenda? Che tra “haters”, poi, nemmeno ci si conosce personalmente…le opinioni profondamente negative si basano solo su poche righe scritte sui social e da li’, partono acerrime rivalità ed inimicizie tanto agguerrite quanto ridicole, in quanto prive di fondamenta nel mondo reale.

Persino io, che sono una signora nessuno, io che sono una blogger proletaria misconosciuta della suburra, ho i miei “hater” che mi dicono che sono sessista e “faccio bullismo”. Mi hanno detto che “sono celebre per le mie frasi sessiste” e han persino minacciato di tirar fuori screenshot dove si evince la mia cattiveria gratuita…wow…se continuano così, mi montero’ la testa e penserò, davvero, di essere “famosa”, che poi, lo sappiamo tutti che esser “famosi” su facebook è come essere ricchi con i soldi del monopoly.

Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

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