Come vediamo dalla cronaca, in questa lunga quarantena, si acuiscono due fenomeni alimentari.

Il primo, triste e drammatico che riguarda quell’ ampia, purtroppo oramai, fascia di popolazione in disagio economico che ha un fottuto bisogno di sussidi per riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.

Il secondo, che riguarda coloro che sono  costretti in casa ma senza problemi economici che si sfondano di cibo, strapagandolo di questi tempi, presi dalla noia della reclusione.

I primi vagano per i comuni costretti a umiliarsi per ricevere qualche alimento di prima necessita’ garantito dai miseri fondi che la protezione civile, tramite il governo, mette a disposizione.

I secondi guardano master chef & c.o, i tutorial di cucina su youtube, ordinano il cibo nei negozi e nelle gastronomie della zona e poi spadellano tutto il giorno.

I primi costretti in bilocali magari affollati con bambini isterici per la lunga reclusione, dimagriranno.

I secondi, in ampi appartamenti, ingrasseranno.

Ovviamente ci saranno delle eccezioni, come quelli fra  i primi che si alimenteranno solo di economiche patate e fra i secondi quelli che praticheranno la nouvelle cousine e che dispongono di palestra in casa.

Tendenzialmente pero’ si potrebbe ristabilire quella vecchia e superata consuetudine che voleva i poveri magri ed i ricchi grassi. Diciamo che in linea di massima questa condizione era valsa sin dopo alla seconda guerra mondiale e inizio’ a mutare significativamente dopo gli anni 70, divenendo negli ultimi decenni un must. Come sappiamo il benessere fisico e l’immagine han prevalso su tutto il resto negli ultimi anni con il benessere inteso come forma fisica e l’ immagine intesa  come cura della persona e del look. Cose che costano e necessitano di liberta’ di movimento e del procastinare costantemente uno stile di vita.

Ma ora, durante questa grave emergenza? Quella che oramai tutti definiscono una guerra si tirera’ dietro gli effetti di una guerra, cambiando anche abitudini, modo di pensare e stili di vita. Coloro che erano gia’ fragili prima rischiano di soccombere e purtroppo in molti soccomberanno.

Guardo le statische e penso a quei dati che indicano il 44% di esercizi commerciali e piccole imprese che potrebbero chiudere. Sapete cosa significa? significa che milioni di famiglie che gia’ faticavano a sopravvivere prima diverranno inevitabilmente disagiati e morti di fame. Poveri che si aggiungerebbero ad altri poveri con il rischio che gli indigenti giungano ad essere un quarto della popolazione italiana.

Questa cosa uno stato non la puo’ accettare e tantomeno il nostro, culla della civilta’ europea e mondiale, reso povero da dinamiche economico-valutarie e dalle invidie degli altri stati europei come oramai e’ conclamato.

I soliti parrucconi graziati dal sistema e anche quelli piu’ giovani che han studiato in prestigiose universita’ e che pensano di saperla lunga, vi diranno che tornare alla nostra vecchia moneta e stamparla in gran quantita’ significherebbe provocare inflanzione.

Certo questo e’ un effetto collaterale ma forse fan finta di non capire che qui si tratta per il 25% delle nostre famiglie di non poter mettere insieme il pranzo con la cena e non saranno certo loro e i loro riferimenti in Europa a salvarli.
Posted by:Sandro Geromin

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