…con speranza attendiamo un mezzo giro di ruota.

Vite piegate dai conati  e vessate dagli indugi; noi che negli anni ottanta giravamo in motorino e che tanta speranza riponevamo nel cestino della vita ora siamo nel migliore dei casi  a sperare nel miraggio di una quota cento con alle spalle famiglie smembrate e conti in sospeso. Ci restan per l’immediato una pizza e una birra pagate con i ticket restaurant e per il futuro l’alloggio della centenaria zia zitella, se crepa, ma non crepa. I cinquantenni di allora manifestavano per i loro diritti e si mettevan a vento per la previdenza e tu ci ridevi  su, dicevi: ve la faccio veder io come si fa, altro che pensione! e ci stavi magari anche riuscendo. Poi i veri ricchi, quelli veramente potenti, si riunirono in una barca e decisero il futuro del tuo mondo. Tanti caterpillar vi passaron sopra e ti trovasti in una discarica di merda. In un posto molto lontano magari molti piccoli cinesini avevano finalmente i pannolini ma poi vissero vite nel fumo inquinante e al massimo si compraron il motorino, piu’ o meno lo stesso che avevi  gia’ tu. Si, qualcuno che tu neanche conosci ha fatto la vita che forse sognavi grazie a tutto questo; ci pensi quando la merda ti arriva al collo, ma siccome ancora respiri sai che in fondo è una ruota che gira e tu sedevi nel punto sbagliato poco dopo la partenza… e speri ancora in quel mezzo giro per brindare almeno una volta.

Posted by:Sandro Geromin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.