Parliamo di cose belle! si sarebbe fantastico!…ma quali??

Non so voi amici lettori  ma io da imprenditore  passo le mie giornate di lavoro  a dirimere una moltitudine di problematiche spesso assurde e ingenerate dalla burocrazia, sostenendo costi non piu’ sostenibili e gravitando in una congiuntura di mercato che va sempre piu’ peggiorando e quando mi trovo a dover rispettare la richiesta di un cliente io e i miei collaboratori corriamo come dei dannati perche’ sembra quasi che quella sia l’ ultima opportunita’ di sopravvivenza.

In piu’, sara’ anche perche’ ho una naturale propensione all’ ascolto e al dialogo, spesso mi calo nei panni di un padre confessore che accoglie il peregrino di turno che mi si rivolge per rendermi partecipe delle sue problematiche o delle sue frustrazioni.

Vedo casi personali spesso drammatici che a stento vengon placati da bottiglioni di lexotan e che talvolta necessiterebbero di un TSO con tanto di camicia di forza. Situazioni familiari tristi dove regna la disgregazione e la disperazione, problematiche economiche di impossibile risoluzione.

Cogliere momenti di soddisfazione e di gioia negli occhi di un’ altro e’ come cercare un ago in un pagliaio. Si e’ vero, l’ area di Torino e’ una fra le piu’ depresse d’Italia, in un anno qui han chiuso 5000 imprese, vi sono vie senza negozi, centri abitati dormitorio per non parlare delle tante periferie degradate, i servizi scompaiono man mano che passano i mesi, le amministrazioni pubbliche sono al collasso, i nonni han dato fondo ai loro risparmi per aiutare figli e nipoti. Il lavoro scompare alla faccia del decreto dignita’ che ha avuto come risultato quello di fermare pure l’ interinale…

Da padre confessore ne sento veramente tante e anche io ne avrei di mie che spesso vorrei vomitare addosso a un disponibile interlocutore.

Pero’ poi capita che magari ogni tanto prendo il Frecciarossa e vado a Roma, in centro, e colgo che il famoso detto  “TUTTO IL MONDO E’ PAESE” non regge piu’.

Mi sento un po’ come nel paese dei balocchi, percepisco che li il benessere e’ palpabile, i ritmi sono sin troppo a misura d’ uomo, molti attovagliati se la godono e sorridono. Ben vestiti con abiti sartoriali e scarpe firmate lucide sorseggiano l’ ennesimo  drink con il Rolex al polso mentre un autista li attende serenamente in area pedonale. Vado anche io a bermi qualcosa in un locale di Piazza di Spagna con le mie Hogan che avran 5 anni e una giacca della Facis e attacco bottone col barista e qualche tizio con la pochette da primo ministro. Faccio una battuta per rompere il ghiaccio con l’intercalare romanesco che mi fuoriesce un po’ grottescamente stentato: “aj voja a di che ce stanno monnezza e buche ma a Roma me sembrate tutti dei signori mentre a Torino stamo co e pezze ar culo”. Prontamente la simpatia romana replica:

“a dotto’ ma qui ar centro ce stanno i politici e tutti quelli della  pubblica amministrazione der Paese, er mejo de la crema dotto’, poi non ce sta uno che non c’ abbia un parente o n’ amico in politica che te sistema, qua ar 27 der mese te scaricano na borsa de sordi”

Pago” 10 euro” per una coca cola e un bicchiere d’acqua e vado, vado a riflettere sulle risposte da dare al prossimo giro di confessionale che mi attende a Torino.

Posted by:Sandro Geromin

Commenta: