Come premessa ci tengo a dirvi che non sono omofobo, ho amici gay che stimo e rispetto, quindi vi prego di non interpretare attribuendo un indirizzo sbagliato a cio’ che segue, un po’ come fanno taluni dopo aver visto il Trailer di Checco Zalone.

Di lobby ne esistono parecchie ma e’ conclamato che quella gay sia molto potente, vi appartengono uomini influenti della politica, dell’economia, dello show business e pure della chiesa.

E’ a caratura internazionale e parecchio solidale fra i suoi membri.

Penso che cio’ sia dovuto al fatto che tutti coloro che ne fanno parte, indipendentemente dal loro profilo professionale, sotto questo cappello si sentano uniti, forti e protetti e che la loro preferenza sessuale diviene la discriminante maggiore, il punto focale di un’ appartenenza. Le altre lobbyes sono di nicchia, di settore, questa invece e’ grande, potente e in un certo qual modo sovrasta anche le altre.
A questo penso si possa anche aggiungere che un soggetto appartenente alla galassia gay ha ambizione e senso di rivalsa da vendere e cio’, unito a quel non so che di meticoloso proprio del genere, fa si che sia, in questa fase storica in cui lo sdoganamento della sessualita’ alternativa e’ concreto, molto forte.

Detto questo a Roma la lobby gay ha un fulcro molto importante che si articola in modo capillare nei centri di potere presenti nella capitale.

Ancora oggi se devono essere prese decisioni importanti nella politica si transita nei palazzi vaticani perche’ la commistione sussiste ed e’ unita da un filo quasi indissolubile la cui trama e’ costituita da affari e da segreti inconfessabili e oltretutto anche i sassi sanno ormai quanto il potere dentro San Pietro sia in mano a coloro che hanno una certa, diciamo, predilezione sessuale. Avere aperte quelle porte ed essere autorizzati a transitarvi significa anche avere strada libera per costituire un governo e stabilire ruoli, posizionamenti per i suoi vertici ed i suoi portavoce.

Negli ultimi governi, seppure si possa far finta di non vederlo, abbiamo figure di spicco che, per quanto non ostentino e tendano a mistificare la propria preferenza sessuale inducono a pensare che possono far parte del mondo gay e di conseguenza essere annoverati come appartenenti a quella lobby.

Nomi non ne faro’ anche per rispetto ad una privacy doverosa ma vi invito a riflettere e a fare le vostre condiderazioni.

Personalmente non ci vedo nulla di male o di grave nell’ essere omosessuale ma non concordo sul fatto che un’ appartenenza basata su un’ inclinazione sessuale possa portare a far parte di una classe dirigente a prescindere dalla competenza.

Questo per me non e’ accettabile, le discriminanti sono ben altre.
Posted by:Sandro Geromin

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