Uno dei motivi per cui gli anni 80 vengono ricordati con una inestinguibile nostalgia è sicuramenta la spensieratezza e la ricerca del piacere che li permeavano. L’acuto guru della comunicazione Roberto D’Agostino, ai tempi del programma cult di Arbore “QUELLI DELLA NOTTE”, disquisiva di “EDONISMO REAGANIANO” per definire un decennio dedicato alla ricerca del piacere come fine e scopo dell’esistenza.

Il piacere immediato, cinetico, sessuale: il lusso, l’ostentazione, il possesso di beni di consumo e quel non pensare più al “noi” ma all’ “io”. Gli anni 80 sono stati definiti gli anni del “reflusso”, ovvero del rifiuto di tutto quello che negli anni 70, appena conclusi, aveva politicizzato e reso divisivo TUTTO, arrivando alla lotta armata e al terrorismo. Gli anni 80, per contrapposizione al piombo dei 70, sono stati, per la gente comune, gli anni del DISIMPEGNO, del DIRITTO al disimpegno.

Gli anni 80 delle tv commerciali,delle donnine nude di “colpo grosso”, del berlusconesimo nascente, del progresso tecnologico e del benessere economico: la pace della mente, dopo anni di morti ammazzati per strada e guerre civili tra rossi e neri. La fine delle ideologie del 900 non a caso arrivò al termine degli anni 80. Negli anni 80 ci si liberò dei collettivi obbligatori narrati in “PORCI CON LE ALI”, dei cineforum di fantozziana memoria, degli eskimo da ddr e via con la musica pop, i colori sgargianti, la passione un po barotta ma sorridente per l’America di DALLAS, DYNASTY e FALCON CREST.

Di quel decennio straordinario (l’ultimo veramente felice), sospeso tra gli anni di piombo e la tangentopoli che tutto spazzera’ via (anche se solo in apparenza), rimpiangiamo in tanti soprattutto quel DIRITTO AL DISIMPEGNO che oggi pare essere tornato ad essere quasi un delitto, come nei 70.

Viviamo, nuovamente, anni di divisioni profonde e l’odio politico tra fazioni avverse ha raggiunto vette preoccupanti. Tutto è nuovamente politicizzato e lo scontro ormai è inevitabile per ogni discussione.

C’è chi riesce ad insultarsi per la politica anche sotto post di ricette della carbonara.

La catechizzazione politica oggi è sempre in agguato, ormai tutto è propaganda e scontro….eppure l’essere umano non può vivere solo di politica, veleni, insulti, estremismi e lotte tra fazioni. Vogliamo, di nuovo, il DIRITTO AL DISIMPEGNO: rispetto agli anni 80 non abbiamo più il benessere materiale, siamo diventati poveri e precari, stiamo con le pezze al culo…ma almeno lasciateci un poco di sano disimpegno cazzaro per qualche ora al giorno. Al di là della nostra fatica di vivere di ogni giorno,della nostra convivenza quotidiana con la malattia o la disperazione, chiediamo uno spazio LIBERO per rilassare la mente ed il corpo.

Che un film comico sia semplicemente un film comico, senza lavaggi del cervello propagandistici annessi (vedi articolo su zalone); Che una canzonetta sia solo una canzonetta e non un manifesto politico ad ogni costo. Che l’indossare un determinato capo o il mangiare un determinato alimento siano un piacere fine a se stesso e non un manifesto di pensiero (peraltro spesso assai debole). Non stiamo sempre a catalogarci, etichettarci e giudicarci perché votiamo questo o quello: accettiamo il fatto che non ci sono più le appartenenze ideologiche del 900 e che di conseguenza il voto è liquido ed incolore e non esiste più appartenenza partitica.

Potremmo saltare in aria da un momento all’altro per la terza guerra mondiale… e dobbiamo ancora perdere tempo a scannarci tra noi per la politica? Possiamo dire che la politica OVUNQUE ha rotto un po i coglioni ed il REFLUSSO è diventato GASTRITE?

Balliamo sul Mondo, prima che un fungo atomico ci spazzi via. Facciamo un fandango, prima di diventare un’ombra stampata sulle macerie.

Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

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