Due ragazzi cinesi residenti a Torino, nel quartiere popolare “Madonna di Campagna” (zona che conosco, visto che ci ho abitato per una decina di anni), sono stati aggrediti da due ragazzi italiani che li hanno presi a bottigliate in quanto “colpevoli” di essere cinesi, e quindi “portatori”, o meglio “untori”, del corona virus.

La psicosi anti-cinese si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il paese: leggiamo ogni giorno, ormai, di episodi di aggressioni a cittadini cinesi sui bus, sulla metro o addirittura per la strada, come avvenuto ai due ragazzi di Madonna di Campagna.

Prima del Corona virus non erano mai venuti alla luce episodi di in tolleranza contro la comunità cinese, anzi, pur essendo percepiti da noi italiani come una popolazione troppo riservata e “chiusa”, si è sempre parlato dei cinesi come di persone estremamente operose, gran lavoratori e senza tanti grilli per la testa.

Nessuno ha mai guardato con sospetto i cinesi: mangiamo nei loro (numerosi) ristoranti, compriamo nei loro (innumerevoli) negozi, ci tagliamo i capelli da loro, abitiamo dirimpetto a loro, insomma, se c’è una comunità straniera che davvero è capillarmente in mezzo a noi, è quella cinese, che con albanesi, rumeni ed altri popoli dell’est emigrati qui, sono tra i meglio integrati nel nostro tessuto sociale, in quanto gran lavoratori e persone di solito tranquille e desiderose di normalità quanto noi italiani.

Certo, possiamo imputare alla Cina molti problemi dell’economia moderna: innanzitutto il NON rispetto delle normative sul lavoro; il NON rispetto delle normative sull’inquinamento a livello globale e non ultimo, il NON rispetto delle più elementari forme di tutela e sicurezza per la produzione sia di alimenti che di qualsivoglia merce.

L’industria made in China dovrebbe dare salari e norme adeguate ai propri lavoratori, in modo da poter rendere piu’ equi e concorrenziali le merci del resto del Mondo: i prezzi bassissimi della mano d’opera (sfruttata) cinese e delle loro merci, hanno letteralmente mandato in tilt i mercati europei ed americani.

Non dimentichiamo, inoltre, che in Cina c’è una malattia molto più grave del Corona Virus: si chiama dittatura comunista. Insomma…a livello di macro-economia e di situazione politica, la Cina ha molte cose da farsi rimproverare, ma nella vita spicciola del piccolo quotidiano, non si è mai manifestato, sinora, un sentimento anti-cinese.

Solitamente nei quartieri popolari a dare problemi di criminalità sono, statiscamente, gli africani, non i cinesi. A Torino si parla di una potentissima mafia nigeriana, ma sono soprattutto cittadini provenienti da Gambia, Mali, Somalia, Senegal a compiere reati come stupri, furti, rapine, aggressioni, spaccio di stupefacenti ed omicidi.

Non si sente quasi mai parlare di cinesi in episodi di cronaca nera e nelle comunità popolari non vengono percepiti come pericolosi e portatori di delinquenza e degrado: i cinesi lavorano, quindi sono, giustamente, percepiti come persone rispettabili. Il temine RAZZISMO viene utilizzato, in Italia, a sproposito per qualunque cosa: la sinistra si aggrappa all’ipotesi di razzismo per stare in piedi e TUTTO per loro è tacciato di essere fascista e razzista, se va contro i dettami del loro concetto di immigrazione incontrollata.

Ora si parla di razzismo verso i cinesi: personalmente credo che in questo caso specifico, più che di razzismo si parli di PSICOSI COLLETTIVA verso una pandemia, una psicosi alimentata dall’ignoranza, dalle fake news e da un’informazione purtroppo frammentata proveniente dal regime comunista cinese. Non credo ci sia RAZZSIMO verso i cinesi:se il corona virus avesse avuto l’epicentro in Val Susa o nella Barbagia, ora parleremmo di RAZZISMO verso i valsusini o i sardi, rei di essere LORO gli “untori”.

Non è il razzismo, è la paura di essere contagiati, è la paura di morire…il razzismo, come spesso accade, non c’entra una beata fava.

Come si combatte tutto ciò??? Informandosi, leggendo siti attendibili e chiedendo numi e consigli al proprio medico di fiducia! Non sarà il chiaccherare sul bus con una ragazza cinese o l’andare a comprare nei megastore cinesi le piccolo cose del quotidiano ad infettarvi:

guardatevi, semmai, dal virus dell’ignoranza e della mala informazione.

Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

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