Ricettacolo vegetale, ti ergi con lo stelo saldo ma minuto; infondi nell’iride incerta l’impressione che sia la tua nudità-apparentemente vulnerabile-a costituire il tuo ineffabile vigore; con la posa marmorea ma generosamente spalancata da profeta martire, riunifichi valori sepolti sotto la luce vivisezionata dell’austerità quotidiana.

Foglioline effimere percorse da linfe leggiadre costeggiano il tuo corpo, adesso flessuoso per un’istante di concupiscenza; come piani alterni di legge e provvidenza: battaglie in disparte, esuli da ampollosi riflettori, che scandiscono la pienezza incostante del tuo sostare, muto e saldo, sul calice ricolmo che proteggi e su cui vegli, senza richiedergli gratitudine e gocce di tenerezza.

Quel liquido inzuppa la tua radice con distacco; come sapesse che tu sia la sua autorevole guglia, ma-orgogliosamente superbo- ti dedica solamente quelle risorse che l’intimo tralascia; la remota voce che non costa tributo.

Posted by:Mons

Commenta: