Rivoli ha quasi 50.000 abitanti, quindi, Rivoli è da considerare una piccola città o un grosso paese? Diciamo che, potenzialmente, grazie alla collina morenica, al castello e ad un centro storico di pregio, potrebbe essere definita una ridente piccola città, ma la mentalità di chi la popola, spesso, aimè, è più da paese che non da piccola metropoli sabauda. Rivoli, nei giorni che precedono la fine di un difficile 2019, sta sulla bocca di tutti per via di uno spiacevole fatto che è stato narrato su tutte le principali testate nazionali, quello del volantino “razzista”sulla bacheca della lega nella piazza principale della città.

La storia la conoscete tutti, ormai lo sanno fino in Sicilia: il consigliere comunale leghista Aldo Casalicchio ha affisso, di sua spontanea e personale iniziativa, uno sgrammaticato volantino contro Papa Francesco e le sue posizioni pro-immigrazione ed ha usato la formula “noi razzisti lo diciamo da decenni che non siamo più nella cristianità”.

Indifendibile. Punto.

Indifendibile sia dal punto di vista lessicale che ideologico. Per quanto mi stia sui coglioni il “politicamente corretto”imposto dal pensiero unico de sinistra, manco “noi razzisti” si può né leggere né sentire! È un autogol clamoroso da parte di un esponente leghista: vuol dire gettarsi in pasto ad un’opposizione famelica che non aspetta altro che gaffes tremende come questa per chiedere dimissioni di massa e pure la testa della  giovane vice-sindaca leghista, che invece subito si è dissociata da un gesto non compiuto né avvallato da lei.

Tutto questo è incredibilmente barotto, provinciale, burino.

Barotto chi ha concepito e  scritto quel volantino idiota, ma barotto anche chi, dall’opposizione, si straccia le vesti e grida allo scandalo pieno di indignazione inestinguibile, come se Casalicchio fosse un pericoloso nazista dell’Illinois, anziché, più semplicemente, un vecchietto (peraltro dolce ed amabile: lo conosco di persona) non istruito e non portato per la scrittura e la comunicazione mediatica che dovrebbe stare ben lontano da bacheche, microfoni, tastiere…ed incarichi istituzionali.

Dovremmo quindi, semmai, discutere su CHI dovrebbe ricoprire cariche pubbliche, il che non vuol dire necessariamente essere muniti tutti di laurea, ma perlomeno degli strumenti lessicali e culturali per poter portare avanti tesi e posizioni politiche.

La personale critica che faccio è la mancanza, nella destra nazionale ma non solo a destra, di una solida cultura e di una appartenenza ideologica che sia autenticamente LIBERALE. Perché una persona di destra o di centro, una persona LIBERALE, quel “noi razzisti”non lo scrive manco per sbaglio o con le dovute virgolette che probabilmente Casalicchio ha omesso di utilizzare per il suo infelice manifestino.

Le fila dei partiti di destra nazionali (non solo la lega quindi, ma tutti i partiti non di sinistra già esistenti e che verranno) dovrebbero essere fucina e portatrici di cultura LIBERALE, di informazione e formazione antagoniste al pensiero unico di sinistra ed è questo l’augurio che faccio, al mio paese, per il futuro. Siccome a Rivoli, vandalismo a parte, non sucede mai niente, sicuramente si parlerà ancora per settimane, mesi, ANNI del volantino di Casalicchio: di questo si nutrono le cronache barotte, sin dalla notte dei tempi e questo continuerà ad accadere…

Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

3 replies on “RIVOLI: IL MANIFESTO DELLA DISCORDIA

    1. Quanto avvenuto scredita in primis il partito di cui il consigliere fa parte,credo anche io che le sue dimissioni siano necessarie.
      Niente contro la persona, che è davvero squisita, ma se ricopri un ruolo istituzionale devi pesare con molta attenzione le parole.
      Bisogna saper argomentare,sennò meglio tacere.

  1. Rispondo qui a chi,in un gruppo cittadino nel quale non è permesso iscriversi,mi ha accusato con questo articolo di essere stata buonista (io???? ???e’ la prima volta che me lo sento dire nella mia vita ???)nei confronti di Casalicchio.
    Caro signore democratico,credo che lei non abbia compreso il senso del mio post, in quanto ho scritto a caratteri cubitali che reputo Casalicchio indifendibile per questa vicenda.
    Credo di essere stata molto esplicita e chiara nel condannare il manifesto di Casalicchio e, come lei, penso dovrebbe dimettersi dalla carica di consigliere comunale.
    “Versione buonista ed edulcorata” in che senso??? Ho scritto molto esplicitamente che vorrei una classe dirigente più attrezzata culturalmente,probabilmente mi ha letto e giudicata troppo frettolosamente.
    Poi,mi perdoni,ma con tutto che codesto manifesto è stata una gran scempiaggine(che nel mio articolo NON ho difeso),anche il dipingere Casalicchio come una specie di Priebke alla bagna caoda mi sembra eccessivo,tutto qui.
    Il mio è piuttosto un invito equidistante alla ragionevolezza e alla misura.
    Cordialità.
    P.s. alla signora che ha scomodato addirittura De André per dirmi che non saro’ assolta ma sempre coinvolta….ma de che? La informo che non possiedo più alcuna tessera di partito e sono una libera cittadina che non ricopre alcuna carica.
    Spiacente ma non sono etichettabile.

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