Saper far ridere e’ una grande dote e il ridere e’ contagioso, se poi si e’ capaci di far ridere lanciando messaggi, anche questi divengono contagiosi.

Inizio’ cosi, con questo schema e un giullare a modo suo dotato di una certa intelligenza colpi’ le folle che divennero serve sciocche di un disegno perverso che ora le sta portando alla rovina. Un giullare pero’ solitamente per mestiere diverte le corti dei re ed e’ cio’ che avviene anche in questa storia, seppure in qualche modo pure lui diviene re di un piccolo stato. Forse sarebbe meglio definirlo un Conte…ah si in effetti c’e’ gia’ anche quello pero’ nominato da lui.

Assai ingarbugliata questa storia, c’e da chiedersi il perche’…

La droga fa male, e’ risaputo, metti mai che un giullare perverso sia drogato e si capisce dove si puo’ andare a parare: il giullare diviene re (o conte) e si costruisce il suo reame; con chi lo costruisce secondo voi un re del genere?

Di sicuro con chi non e’ in grado di far piu’ ridere di lui e con chi e’ meno intelligente di lui. Infatti si contorna di figuranti che fan piangere, piangere noi.

I figuranti si godon l’ effimero successo, coinvolgon i loro amici e fan festa, hanno il sorriso stampato in faccia, mistificano la realta’, esercitano il potere e sguazzano in fiumi di denaro garantiti da un popolo imbelle.

Paiono commedie scritte da Moliere e infatti la principale ha il suo Misantropo.
Posted by:Sandro Geromin

4 replies on “QUEL GRILLO CHE HA DISTRUTTO UN PAESE

  1. Idee in proposito ? La mia idea è che nel complesso siamo ormai un paese di mediocri, viviamo solo di rendita, e tutti quelli che si presentano per risolvere i nostri problemi non ne abbiano la capacità, ma questo non vale solo per il governo anche nelle aziende è lo stesso. Questo è un paese dove quasi tutti credono ai miracoli….. mi sa che no ci resta altro.

    1. sono d’ accordo con la tua analisi.Mancano le capacita’ e le competenze ;sono tutti abili nelle chiacchiere ma se li metti a lavorare non sono buoni a risolvere nulla;quando sono arrivati nei ruoli di comando poi manco ci pensano a lavorare.Hai ragione non se ne puo’ uscire ,prima serve ripartire dalle fondamenta :dalla formazione ,dall’esperienza condite da umilta’ .Poi il lavoro verrebbe pagato a raggiungimento obiettivi.

Commenta: