Quando è stata resa pubblica la relazione fra Matteo Salvini e quella bellissima ragazza di nome Francesca Verdini ho iniziato a drizzare le orecchie.

Sara’ stato il caso o il destino ad unirli ma questa relazione puo’ esser foriera di scenari assai interessanti riferiti al quadro politico del paese. Uomini di potere politico e mediatico come Matteo in fondo devono pararsi il deretano da un’infinita’ di situazioni e sappiamo che in fondo sono uomini soli; nel suo caso poi vale in modo rilevante il motto: tanti nemici e tanti onori. Di solito poi nell’intimita’ e in quei rari momenti di serenita’ questo genere di uomini riflette e le confidenze rimangono nell’alveo delle amicizie piu’ strette e della famiglia, ambito in cui si generano pure le strategie.

Francesca ha un padre ingombrante, diplomaticamente abile che è stato protagonista di una importante e lunga stagione politica e cio’ è indiscutibile comunque la si veda e lo si consideri, nel bene o nel male. La politica italiana è in uno stato di empasse, condizionata da protagonismi e condizioni elettorali che tutti insieme stanno producendo maggioranze precarie e disomogenee che degenerano nell’inconcludenza e trascinano sempre di piu’ il paese verso il baratro. Manca una visione politica coesa e un 5% di valore aggiunto allo stato attuale per finalizzarla.

Congiunture politiche europee, quirinalizie e interessi di bottega dei parlamentari finora han tenuto in ostaggio la nazione ma puo’ arrivare la soluzione. Ed ecco quindi entrare in scena l’outsider, persona che sembrava sconfitta, delegittimata e condannata, sottoposta al pubblico ludibrio ma dotata di carisma e fine intelligenza politica, l’abile tessitore fiorentino in grado di metter fine al calvario: Denis Verdini.

Denis, suocero di Matteo, riferimento per Silvio e con un legame non trascurabile con l’altro Matteo con cui condivide radici territoriali e senz’altro quella grande propensione a smarcarsi, a rendersi plastico, duttile e malleabile.

Matteo Renzi, uomo di centro che nel Pd si trovava in gabbia, ha recuperato un nuovo protagonismo per la sua natura vitale e si è staccato dalle mammelle di una madre noiosa e soffocante; questo è stato il primo passo della regia verdiniana. Contestualmente assistiamo all’implosione dei 5 stelle, movimento senza progettualita’ ed identita’destinato all’estinzione, cio’ era inevitabile e non serviva neanche Verdini per giungere a cio’. La nascita dl partito di Renzi crea erosione del consenso al PD che come un pugile suonato vaga anch’esso senza identita’ capitanato al momento da un segretario senza carisma e probabilmente lì solo perche’ fratello (meno bello) di un amato attore nostrano.

Nel primo scenario il Presidente della repubblica verra’ indicato da Renzi stesso, nel secondo è da vedersi e potrebbe essere indicato Berlusconi. In ogni caso a Renzi andranno prospettive di leadership nel nuovo centro.

Ora si tratta di prendere un po’ di tempo…Per Renzi, consigliato da Verdini, studiare la strategia giusta al momento giusto per far cadere l’attuale governo ed è fatta. Italia Viva si avvicina a Forza italia rafforzando l’area di centro e cio’ potrebbe preludere a due scenari: il primo con una nuova maggioranza in parlamento di centro destra e Italia Viva che dara’ l’appoggio e in tal caso non si andrebbe ad elezioni sul breve periodo, il secondo che prevede elezioni entro pochi mesi con la coalizione di centro destra vincitrice e Italia Viva che si accoda e la rafforza.

Verdini ha anche capito che tra i due mattei c’è empatia, diavolo di un Denis!

Posted by:Sandro Geromin

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