In un articolo precedente,”SPERIAMO NEL POST GLOBAL” che vi invito a leggere, prospettavo con auspicio un cambio di rotta delle politiche economiche e sociali dell’Europa. Il tempo per la riprogrammazione è scaduto, le gerarchie Europee sono costrette a rendersi conto che i piani oramai vetusti che portarono alla globalizzazione stanno impattando in modo assolutamente negativo sulle economie europee. Questo sia per motivi di consenso politico e sia per lo stato emergenziale in cui versano le aziende, le banche e la societa’ in generale.

Era prevedibile, anche in economia vale la legge dei vasi comunicanti e il pianeta necessita di equilibri per auto sostenersi.

Semplicisticamente se si fa crescere in modo vertiginoso il livello di un vaso vuoto a un certo punto straborda e riversa negli altri collegati i suoi effetti soprattutto negativi. In questo momento l’Europa e l’Africa sono i due continenti in stato piu’ emergenziale; l’uno perche’ si e’ enormemente svuotato a causa dell’enorme crescita dell’Asia e l’altro perche’ rappresenta una nuova frontiera che non puo’ piu’ attendere uno sviluppo in quanto ha una popolazione che cresce a dismisura che necessita di lavoro per sopravvivere.

In Europa la denatalizzazione è un dramma cosi’ come lo è la crescita della popolazione anziana e per questo interessi ed ignoranza di visione si sono coalizzati nel propendere ad un massivo programma di inserimento migratorio.

Con questa visione dissento nel modo piu’ assoluto perche’ è stato l’effetto della globalizzazione a togliere speranze agli europei che, non vedendo un futuro, non costruiscono piu’ famiglie e di conseguenza non fanno piu’ figli; inoltre è palese che si siano verificati dei cortocircuiti dovuti soprattutto a propaganda e ad espetti politico-legislativi che hanno prodotto nel tempo, tramite un’azione mediatica forse pilotata, alla perdita di un valore: quello della famiglia, che invece è il fulcro su cui costruire un percorso di vita solido e garantito.

Quindi l’Asia punti pure necessariamente allo sviluppo del suo mercato interno che di per se è enorme,si alimentino i suoi diritti civili nonostante l’egida comunista e che ci pensino i suoi economisti a far aumentare la spesa delle loro famiglie ancora decisamente numerose.

Purtroppo siamo in una fase di grande frenata che non è immune da tutto il contesto, e’ come se una macchina dotata di potenti freni carboceramici piantasse un’inchiodata pazzesca.

L’inchiodata prima di una ripartenza con nuovi presupposti? me lo auguro, proprio perche’ una macchina che dispone di freni carboceramici è solitamente dotata di un dispositivo che permette la partenza assistita che fa schizzare il mezzo come un proiettile.

Ma, sempre ammesso che questo disegno si concretizzi a che punto siamo ora in Europa e in Italia?

Solo che in questo caso non sarebbe grazie alla centralina elettronica ma grazie alla centralina del buonsenso che, in caso di estrema emergenza, politica ed economia devono progettare .

Posted by:Sandro Geromin

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