Non mi diverto a scrivere di cose che non vanno, non sono uno che gode di disgrazie proprie per masochismo o di quelle altrui. Vorrei tanto quindi non farlo, cosi come vorrei tanto iniziare una giornata con ottimismo e riscontrare intorno a me un ambiente positivo ricco di soddisfazione, sereno e felice. Ma non lo percepisco e non lo vedo proprio.

SONO TORINESE e riscontro un’ area fortemente depressa al limite dell’annientamento, impossibilitata a garantire alla maggioranza dei suoi cittadini una sopravvivenza dignitosa e soprattutto una speranza. Si quella speranza che si dice essere l’ultima a morire qui e’ morta, sepellita, non riesumabile. Sono stato e sono uomo di mondo, questo penso mi abbia dotato di una certa obiettivita’; ho percorso diverse stagioni e da uomo maturo che ha passato i 50 posso dire che una situazione cosi negativa sul piano economico-sociale non ha memoria da quando son nato e mi sbilancio pure a dire che pure il periodo della guerra fosse migliore.

Magari leggendomi direte ma quante chiacchiere, dove vuol arrivare, in fondo da vent’ anni si peggiora sempre di piu’, lo san tutti. Ok ma come mai?? Eh, come mai, sarebbe da scriverci un libro per tentare di spiegarlo…piuttosto mi chiederei come si fa ad uscirne e se si vuole uscirne. Penso che se ne possa uscire con la guerra e con il sangue, con nient’ altro. Un caro amico più’ anziano di me, da tanti anni mi dice che sin quando la gente non inizia a sparare non si risolve nulla; anni fa non ci facevo caso a queste parole e nel mio piccolo le ho tentate tutte le risposte alternative, senza esito. Mi sono impegnato nel mio mondo che e’ quello industriale, nelle associazioni di categoria, nella politica; sempre tentando proposte e soluzioni, sacrificando il mio tempo e i miei soldi. Ho visto molti farlo come me. Non si e’ cavato un ragno dal buco. Muri di gomma e inconcludenza, protezionismo dei piccoli cabotaggi personali e poi soprattutto l’indifferenza. Non solo da parte di chi puo’ fare delle scelte ma anche da parte del cittadino medio convinto che nulla serva.

Poi infine arrivano loro: quelli per la decrescita che vanno a comandare e che dovevano contenere la rabbia di un popolo gia’ stanco anni fa …

Quel popolo potrebbe iniziare a sparare.

Posted by:Sandro Geromin

One thought on “L’ora degli spargimenti di sangue.

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