Quando ero piccola ero inseparabile dal mio walkman, lo ricordo ancora come fosse ieri: era giallo canarino, marca “irradio”, ed aveva un mollettone per poterlo agganciare ai jeans.


Ho trascorso anni indimenticabili con le cuffie nelle orecchie: da piccola andavo pazza per le colonne sonore dei film, da grande appassionata di cinema qual’ero.
Ennio Morricone, Vangelis, Giorgio Moroder, Maurice Jarre, Hans Zimmer, Carly Simon, Nino Rota, Sakamoto, John Williams e tanti altri celebri compositori hanno allietato la mia infanzia e dopo, solo dopo, per me, è arrivata la folgorazione del ROCK.

A differenza di molti coetanei, però, non ho mai avuto fascinazione per il PUNK e ho sempre prediletto melodie ariose, dalla struttura compositiva complessa (ecco spiegata la mia “allergia” ai “tre accordi e via” del punk), spesso anche solo strumentali che avevano il dono di portare l’io lontano.

La fascinazione per il Mondo sonoro delle soundtracks non mi ha abbandonato nemmeno da adulta, portandomi ad amare i lavori più malinconici dei miei amati Brian Eno, David Bowie, U2 e Radiohead.

Nel momento in cui, grazie ai programmi di composizione musicale su pc, ho potuto io stessa iniziare a produrre brani in un contesto non professionistico, pur non sapendo suonare strumenti (ma sul cantare e scrivere testi poi pubblicati…posso mettere invece una spunta), la mia fascinazione per le colonne sonore è tornata prepotentemente a galla.

Il mio ultimo pezzo si intitola “THE END OF LOCKDOWN” ed è un omaggio alle sonorità New Wave ed in particolar modo al basso ossessivo di Peter Hook dei JOY DIVISION.
Mood oscuro, darkeggiante, ma aperto a squarci di luce, “THE END OF LOCKDOWN”, aspira ad essere la colonna sonora del momento buio che stiamo vivendo, a causa della segregazione da quarantena obbligatoria per il Covid 19.

Ho voluto accompagnare il brano ad un video semplice, rudimentale, ma dal significato profondamente simbolico: una camminata su percorsi accidentati, senza colore, che porta però, al termine della lunga marcia, al sole, al cielo, al colore che ritorna.

Il video è stato girato in un angolo piuttosto remoto di Cascine Vica, a Rivoli.

“Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella e perché stai guardando il cielo e se guardi il cielo è perché credi ancora in qualcosa.” diceva Bob Marley…e cosi termina il mio video, con il sole, la vita, che ritorna, dopo troppo, troppo buio.

Che il lockdown abbia fine e si possa tornare, con le dovute precauzioni, alla vita e alle nostre libertà individuali, rese carta straccia da dei decreti legge in ritardo e mal concepiti.

Che possa avvenire la nostra rinascita, come singoli individui e come nazione….che il lockdown abbia fine….musica…si ritorna alla luce del sole.

Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

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