Poche balle e diciamolo senza giri di parole:della prima serata del Festival di Sanremo numero 70 rimarrà impressa negli annali una sola cosa!!!!

Una e basta….quale???? NON sarà il discorso di Rula Jebreal, letto con la stessa enfasi e sentimento dell’assistente Google; NON saranno le stecche del pur valente (e simpatico) Tiziano Ferro; NON saranno le canzonette che ascolti una volta e subito dimentichi o gli ologrammi ingrassati di Al Bano e Romina, né tantomeno la conduzione brillantissima di Amadeus (che dopo le due sepolcrali edizioni di “Agonia” Baglioni, è una ventata di aria freschissima).

Tutti ci ricorderemo solo ed esclusivamente dell’ingresso di ACHILLE LAURO, avvolto da una cappa monastica lasciata cadere ai piedi, per lasciar posto ad uno scintillante BODY glitterato che il Freddie Mercury degli anni 70 avrebbe A-D-O-R-A-T-O !!!!!!! Achille Lauro musicalmente pesca a piene mani da ogni genere musicale del passato, che sia il rock alla Smashing Pumpkins di ROLLS ROYCE, oppure la dance spensierata dei La Bouche che diventa cupa e disperata nella sua 1990.

Achille Lauro con la sua strascicata parlata da borgataro romano non si accontenta di raccontare il nostro presente attingendo alle sonorità del suo tempo, ma utilizza costantemente una macchina del tempo che lo fa viaggiare tra vari tipi di sonorità e generi, alla costante ricerca di un’identità non ancora trovata.
Achille Lauro, lasciatemelo dire, è un genio della comunicazione, non so se consapevole o meno di esserlo, ma è sicuramente l’artista più furbo in gara nella 70°edizione: ha capito che, nel 2020 delle pandemie, delle guerre nucleari sfiorate, l’unica cosa che ANCORA scoinvolge e turba i bigotti di ogni latitudine è l’esibizione dell’ambiguità sessuale.

Possiamo anche avere i droni, i cyborg, essere connessi dalla provincia di Cuneo alla Patagonia, ma NIENTE scoinvolgerà di più il sedicente uomo “moderno” di un maschio in succinti abiti femminili.

Il body glitterato di Achille sta facendo urlare allo scandalo tutti i perbenisti del web: ”che schifo”, ”che scandalo”, ”non c’è più religione”… come se gli anni 70 dell’epoca d’oro del GLAM ROCK non fossero mai esistiti.

Marc Bolan e David Bowie furono gli alfieri del GLAM ROCK e fecero dell’ambiguità sessuale una bandiera: in Italia il nostro Renato Zero importò nell’antiquato stivale un’espolosione di trasgressione e liberazione sessuale nella musica e a pensarci, gli anni 70 ed i successivi 80, furono molto più emancipati, moderni e rivoluzionari dei foschi anni del nuovo millennio. Pensiamo agli anni 80 degli Erasure, di Boy George o ai travestimenti del compianto Peter Burns dei Dead or Alive, piuttosto che all’androgina Annie Lennox: giocare con i ruoli sessuali è stato il tratto dominante dell’ultimo decennio FELICE della nostra esistenza.

Tanto gli anni 80 erano pieni di colori, capelli phonati e laccatissimi, vestiti eccentrici ed ambigui sia per uomini che donne, quanto gli anni del nuovo millennio sono piatti.incolori e conservatori nell’accezione più negativa e fosca del termine.

Poche balle e diciamolo senza giri di parole: possiamo avere tutta la tecnologia del Mondo a portata di mano, ma niente scoinvolgerà di più l’uomo comune della strada di un altro uomo che gioca con il proprio ruolo sessuale e si manifesta ambiguo. L’omosessualità o la pansessualità, le battaglie del movimento LGBT continuano ad essere il taboo più difficile da scardinare nonostante il calendario ci comunichi che ci troviamo nel secondo ventennio del terzo millennio.

La strada da percorrere per dirsi REALMENTE emancipati e privi di taboo sessuali è ancora fottutamente lunga, ma anche un body glitterato esibito sul più tradizionalista dei palchi, può aiutare a svecchiare un poco menti troppo chiuse e bigotte.

Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

5 replies on “ACHILLE LAURO, UN BODY GLITTERATO SALVERA’ IL MONDO

  1. Sinceramente non capisco tutto questo clamore per un uomo in body. E’ pieno di uomini che li usano come capo di intimo, lo uso anche io e da quando ho iniziato non ho più usato slip e canottiera/maglietta. Sono troppo comodi. Sta tutto a posto, non si arruffa nulla.
    I ginnasti li usano senza problemi, anzi sono obbligati a indossarli nelle competizioni.
    Dopo tutto i body sono stati inventati da un uomo di nome Leotard, per gli uomini, a inizio secolo scorso. Infatti normalmente si chiamano leotard.

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