Io adoro le Mustang.

Le adoro per lo stile, le adoro per i loro V8 e, da quando le ho usate, le adoro pure per la loro beata ignoranza che le distingue dalle tedesche super efficienti e perfette. Soprattutto quelle della prima (la Mustang Classica), seconda e quinta serie. La terza e la quarta serie le ritengo invece degli aborti dal punto di vista stilistico seppure siano meccanicamente apprezzabili.

Nel cinema le Ford Mustang han contribuito a rendere celebri i films in cui comparivano; l’elenco è lungo ma pensiamo ad esempio alla Mustang Bullit GT 390 del 68 del Film” Bullit” con Steve Mc Quinn o alla Mustang GT 500 (Eleanor) del 69 del film “Fuori in 60 secondi “ con Nicolas Cage.

Nel 2014, con la sesta serie, anche la Mustang diventa un auto globalizzata, azzeccata nello stile e negli interni, ma che monta anche propulsori derivati da altri modelli Ford di grande serie; migliora nel comfort e nella tenuta di strada ma perde il suo fascino soprattutto nella guidabilita’sportiva. Si lo perde perché da sempre chi cerca o vuole una Mustang la vuole potente, grezza, indomabile, pericolosa, in grado di far venire i brividi alla schiena, cosa che riesce a fare benissimo soprattutto nelle versioni GT 500 o anche GT 350 delle vecchie serie con le proposte di Shelby o anche di Roush.

Shelby e’ un elaboratore indipendente ma che marchia ufficialmente il prodotto Ford.

Carroll Shelby, noto pilota Americano scomparso nel 2012, diventò preparatore di auto sportive e produttore delle famose Shelby Cobra. In seguito dedicò la produzione esclusivamente al la casa automobilistica Ford. Ancora oggi escono dai capannoni della sua fabbrica a Las Vegas i modelli più performanti della Mustang. La Shelby mette mano al motore in modo completo ed a livello di competizione su pista, non fornisce una elaborazione con qualche aggiunta di cavalli. Carrol Shelby negli Stati Uniti e’ un’icona del mondo delle corse automobilistiche ,un po’ come lo è il nostro Enzo Ferrari per noi italiani.

Entrambi divennero produttori di auto super sportive.

Questa analogia con un qualcosa di italiano non è l’unica parlando di Mustang, infatti sussiste un filo che lega l’origine del progetto Mustang con il Made in Italy.

Lee Iacocca ne e’ considerato il padre perché la disegnò,seppure c’è chi sostiene che un coautore dei disegni del progetto fu un certo Gale Halderman. In ogni caso la fama di creatore della Mustang ando’ a Lee Jacocca che aveva origini italiane così come Mr. Giuliano Zuccato che fu colui che realizzo’ il modello in legno della prima Mustang dai disegni; era Veneziano, trasferitosi in America quando era giovane.

La GT 500 si chiama così perche’ storicamente montava un V8 da 500 cv ma che nella sesta serie, in ultima versione, divengono pero’ addirittura 780. A prescindere dalle versioni Shelby la potenzialita’ del motore V8 da 5.4 L utilizzato dal 2006 è notevole. Shelby gia’ nel 2009 debutta con una elaborazione che porta il nome Super Snake e con un motore fornito di 725 cv che nel 2012 divengono poi 800 e addirittura 900 in una variante chiamata Shelby Gt 1000.

In Italia i Fan di Mustang sono piuttosto attivi, lo dico anche con cognizione di causa, in quanto una mia concittadina è stata eletta come direttore MCA (Mustang Club of America ), l’unico che vive fuori dagli Stati Uniti e perché parecchi anni fa avevo avuto a che fare con una concessionaria in Veneto specializzata su questo modello scoprendo un mondo di appassionati facenti parte di gruppi dedicati a questo modello, soprattutto nel Trevigiano e nel Veneziano.

Mi era capitato di salire a bordo di una quinta serie elaborata a 1000 cv, devastante! La quinta serie è riconosciuta come la Mustang piu’ riconoscibile e vera.

Potenze a parte ,il fascino delle Mustang GT delle vecchie serie è evidente e non per nulla sono annoverate fra le old muscle car per antonomasia nell’immaginario collettivo ,seppure negli States rappresentino le Pony car per eccellenza ;icone intramontabili che incarnano il sogno americano un po’ di fatto oggi sbiadito come del resto lo è il fascino del le sue ultime versioni.

E’ curioso il fatto che nonostante Mustang volesse rappresentare dall’inizio tutto questo, insieme alla potenza brutale, la prima acquirente a domarla fu una tale Gail Wise, una donna certamente fuori dagli schemi, come le Mustang.

Posted by:Sandro Geromin

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