Comici che non hanno mai fatto ridere; Attori che DOVREBBERO essere drammatici, ma che hanno l’espressivita’ di un calzino bucato; Conduttrici tivvù che non conducono niente, ma amano discettare di superiorità morale e culturale; Cantati sfiatati e registi dagli incassi fallimentari …tutti in pista, nonostante la mancanza di talento e di concreto successo; Tutti in pista, nonostante non abbiano un reale seguito; Tutti sempre ed ancora in pista, per ragioni che noi comuni spettatori non possiamo nemmeno immaginare, con le nostre piccole vite grame, piene di ostacoli. In Italia la tessera giusta apre porte per altri sprangate; In Italia non importa che tu abbia talento e piaccia DAVVERO alla gente: conta chi ti protegge. Ecco lo Show-Biz italiano: nani e ballerine al servizio del potere, il potere al servizio dello spettacolo.

Entra nella setta giusta e la via verrà illuminata.

Inserisciti nella setta giusta e sarai sotto i riflettori: entrerai a forza nelle case della gente, che la gente lo voglia o no…anzi…se non vuole, ancora meglio…come se potessero permettersi il lusso di scegliere cosa guardare, sti analfabeti …pfiuf!!!! Soldi, fama (spesso immeritata) al modico prezzo di qualche endorsement ben mirato ogni tanto, in favor di telecamere e microfoni. Bisogna sempre servire qualcuno, se in qualche vetta si vuole arrivare e bisogna pagare pegno, per chi ti ha fatto arrivare. (E ho fatto pure la rima)

Dice la canzone di Dylan, poi tradotta da De Gregori “Puoi essere un cantante, puoi essere una pop star Puoi avere soldi e droghe, avere donne a volontà Puoi essere un ladrone, puoi essere un senatore possono chiamarti capo o possono chiamarti dottore ma devi sempre servire qualcuno sempre servire qualcuno Forse sarà il Diavolo, forse sara Dio Ma devi sempre servire qualcuno” (“Gotta serve somebody/Bisogna servire qualcuno”)

È un gioco perpetuo tra servi e padroni, proprio come cantavano i Depeche Mode. “Forget all about equality let’s play master and servant” Dimentica tutto sull’uguaglianza giochiamo al servo ed al padrone ( Depeche Mode, 1984)

Certo…poi quando vedi i film inglesi ed americani, da spettatore, la noti subito la differenza rispetto ai film nostrani: nei film stranieri non ci sono sempre le solite facce da morti di sonno che fanno sempre le stesse parti.

Che poi magari pure gli americani son raccomandati da qualche politico eh, però almeno il loro mestiere lo sanno fare bene! Che poi, quando vedi i film inglesi ed americani, la vedi la fotografia ricercata, le luci in un certo modo, la cura dei dettagli in scene altamente simboliche, i dialoghi brillanti, IL RITMO e non il solito morto di sonno che bofonchia “mortacci tua”, eppoi fissa la camera con sguardo bovino. Pensare che il cinema italiano ha incantato il Mondo per decenni.

Pensare che il cinema italiano ha dato lezioni ai grandi registi americani…si vede che, una volta, i partiti raccomandavano meglio, mentre ora, si raschia il fondo del barile In politica come nell’arte.
Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

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