Come scritto in un precedente articolo, sono torinese da generazioni: vivo qui a Rivoli solo da un paio di anni, ma sono a tutti gli effetti una cittadina rivolese. Qui a Rivoli mi sono sposata(con un rivolese) e qui trascorro quel che resta del giorno, eppure continuo a considerarmi una torinese in trasferta. Quando dico a qualcuno che vivo a Rivoli, anziché nella mia Torino, di solito o mi dicono “ma che bello che vivi a Rivoli” oppure mi rispondono “ah poverina che stai laggiù”…insomma, Rivoli, ai non rivolesi, suscita reazioni contrastanti In effetti, per chi come me non è nato qui, Rivoli è una dicotomia fatta a forma di città.

Più che una città, Rivoli, ai miei occhi di cittadina d.o.c, sembra più che altro un paesone, un paesone che VORREBBE (e potrebbe, viste le potenzialità) essere una piccola Torino, ma proprio “gna fa”, non ce la fa’, e sembra semmai un enorme dormitorio. Perche’? Perché, fondamentalmente, a Rivoli non succede niente. Questo è il grande problema di Rivoli. Questa è anche la grande fortuna di Rivoli (da qui la dicotomia di cui parlavo all’inizio del mio articolo).

La cosa buffa è che sui gruppi facebook a Rivoli dedicati, la gente si scanna virtualmente: divisi per fazioni politiche, se le danno di santa ragione come ultras meritevoli di daspo, ma poi alla fine, se non si insultassero tra rossi, gialli e verdi…non avrebbero nulla da dire sulla vita di tutti i giorni a Rivoli.

E’ la provincia, baby: sui gruppi facebook dedicati a Rivoli, quando non si insultano tra piddini e leghisti, i post sono perlopiù deidicati ai gattini scomparsi, alle cacche di cane lasciate in terra e a concertini un po barotti che manco in parrocchia.

Grazie al cielo tutta Rivoli non ha nemmeno un millesimo dei problemi con cui si convive nella sola Barriera di Milano a Torino:si…ok…. qua abbiamo il vandalismo, le macchine incendiate, ma non le problematiche gravissime legate all immigrazione clandestina, lo spaccio selvaggio e la delinquenza che si respirano in città. Tutto sommato potremmo dire che a Rivoli si vive l’ordinaria, ma rassicurante, vita di provincia e, a seconda della propria ottica, questo può essere un pregio oppure un grave difetto. Più che tutto a Rivoli mancano i soldi ed il lavoro: mancano SGHEI nelle casse del comune, mancano investitori che vengano qui ad edificare e a portare commercio,economia e LAVORO.

Abbiamo uno splendido centro storico che si inerpica sulla collina, una collina affascinante che ha addirittura un castello. Abbiamo un museo di arte moderna che è stato pura avanguardia alla sua fondazione. Insomma…sulla carta, come detto da persone più preparate di me, Rivoli potrebbe essere una Salisburgo sabauda con eventi culturali popolari che partono dal castello e rendono vivo il commercio di via Piol…e invece…e invece niente.

I commercianti di via Piol arrancano: ogni volta che ci passo,trovo nuove saracinesche definitivamente abbassate e la passeggiata, spesso, risulta, così, più malinconica che gioiosa. Il museo di arte contemporanea, a quanto pare, non ha interesse a rendersi più “popolare” e fruibile da tutti, e cosi qua, una “paratissima-artissima” non la si fa, si vivacchia con le gite degli studenti (annoiati) e questo basta a chi lo gestisce. Arrivare a Rivoli poi, se non hai la macchina, è davvero arduo, perché mentre la vicina Collegno, grazie alla metro, in confronto a Rivoli sembra Las Vegas, qua si sta mezzore ad aspettare un 36 vecchio, puzzoso e strapieno che procede lungo il corso Francia come un vecchio carro bestiame.

E se volete arrivare al castello senza auto, ascoltate me e mettetevi delle scarpe comode, perché a Rivoli, bus e navette sono come delle apparizioni mistiche fantozziane. Rivoli è vorrei ma non posso. Dopo più di 60 anni di giunte rosse, ora abbiamo un comune targato centro destra, ma quando non ci sono soldi in bilancio e si devono fare le nozze con i fichi secchi, anche il vento del cambiamento fatica a soffiare.

Tanta buona volontà, tanta energia, tante promesse mirabolanti, ma le casse del comune di Rivoli aimè piangono, grazie a precedenti gestioni comunali scellerate. I bocciodromi arditi E le risalite Come può uno scoglio arginare un mare (di debiti)? L’augurio è che l’entusiasmo della nuova giunta possa trovare nell’opposizione dei validi suggerimenti…che da entrambe le parti si riesca ad ascoltare e proporre…perche’ la politica,quella nobile, dovrebbe essere l’arte del compromesso e della contrattazione tra le parti.

Di muri, ius soli, treni, carole, capitani, cittadinanze onorarie e disonorarie se ne deve parlare altrove, qua, c’è semmai da capire come svegliare una città morta.
Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

One thought on “RIVOLI: IL GRANDE SONNO

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