La reattivita’ di servizio diviene sempre piu’ importante per soddisfare il mercato ,vale per quasi tutti i settori merceologici. Potenziare il meccanismo di filiera e velocizzare il sistema distributivo divengono prerogative fondamentali per stare sul mercato. Le aziende produttrici avranno sempre piu’ un rapporto diretto con il consumatore che desidera testarlo prima di finalizzarne l’acquisto (questo avviene per circa il 70% delle merceologie ).

Le aziende ampliano sempre piu’ i loro cataloghi per poter andare incontro alle specifiche esigenze dei consumatori.

Immaginiamo quindi quanto possa essere importante una filiera qualificata e veloce. Col tempo si arrivera’ a ridurre sempre piu’ gli stock distributivi e si passera’ sempre piu’ a forniture di tipo diretto ai punti vendita.

Le aziende produttrici dovranno adeguarsi al meccanismo creando propri polmoni di stock ma anche disporre di una produzione flessibile sempre monitorata e riadeguata. I grandi operatori dell’online hanno precorso questo servizio di mercato creando loro un ampio catalogo disponibile a stock a servizio diretto dei consumatori ma hanno due punti deboli: per tante categorie di prodotto non sfondano in quanto non permettono il test fisico e hanno messo in crisi il commercio distributivo e al dettaglio creando danni occupazionali rilevantissimi che si ripercuotono sulle potenzialita’ di acquisto di moltissimi consumatori.

A cio’ si aggiunge il fattore sociale oramai in palese regressione: si sta riducendo molto la possibilita’ di fare shopping, di vederlo e provarlo un prodotto e cio’ ha sempre rappresentato un fenomeno culturale ludico delle famiglie.

Per questo stanno nascendo nuove forme di vendita gia’ attive negli USA che colmano questo disagio; queste forme necessitano pero’ di soddisfare certi criteri da parte dei produttori e di un nuovo concetto di vendita al pubblico.


Se guardiamo alcuni dati significativi di vendita recenti anche i grandi marchi della moda stanno soffrendo perche’ con l’online si sono confusi identitariamente perdendo grandi quote di mercato. Sussiste quindi una potente volonta’ del mercato a sovvertire l’attuale situazione che penalizza tutti tranne i grandi players dell’online.


Il consumatore, individuato il suo specifico prodotto da acquistare si trovera’ davanti un video interattivo con un menu’ che potra’ attivare dopo una registrazione; da li vedra’ se il suo prodotto è subito ritirabile, nel caso non lo sia formalizzera’ l’acquisto online ricevendolo al domicilio inserito in tempi brevi, equiparabili a quelli offerti dai players dell’online. Questo processo soddisfa in pieno le esigenze del consumatore favorendo la decisione d’acquisto, riduce gli stock a carico dell’esercente, permette all’esercente di marginare meno ma di fare piu’ vendite limiTando le sofferenze di magazzino, ricontestualizza il fattore sociale dello shopping, permette specifiche promozioni e fidelizzazioni gradite all’utente.


Questo processo unisce produzione e vendita, questa nuova logica andrebbe attivata prima possibile nelle citta’ e nei luoghi commerciali depressi, rivitalizzandoli da un punto di vista ludico ma anche in virtu’ di fattori di tenuta di valore turistico e immobiliare. Pensiamo a quante cittadine dotate di arte e cultura, nonche’ di aree pedonali a vocazione commerciale potrebbero risorgere commercialmente divenendo delle isole assai visitate per il combinato fra lo shopping, l’enogastronomia, il turismo e la cultura.

Posted by:Sandro Geromin

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