Anche il sistema bancario piange. Le crisi aziendali sempre piu’ numerose, i ritardi nei pagamenti, le modalita’ di accesso al credito penalizzate dalle norme di Basilea, il tessuto commerciale e produttivo che si sgretola vedono gli operatori bancari in difficolta’ nel reagire soprattutto in funzione della smobilitazione di crediti sempre piu’ frequentemente incagliati. Le imprese sopravvissute poi faticano a tenere il passo di rating sempre piu’ vessatori rischiando di precludersi sempre piu’ l’accesso al credito. Le banche stanno cercando disperatamente altri canali di profitto per sostenere i loro ingenti costi di struttura che comunque vengono periodicamente tagliati.

La banca deve tornare a fare la banca sui territori ed è un errore che possa affermarsi come un player di servizi entrando in orbita ed in conflitto con realta’ strutturate e competitive in ambiti specifici. La banca come assicurazione, la banca come venditrice di auto o elettrodomestici non funziona, in primo luogo perche’ in quei rami esistono realta’ affermate che gia’ sono in competizione fra loro e in secondo luogo perche’ è costretta ad affidarsi a loro per svolgere tali servizi risultando fuori mercato. I rendimenti degli investimenti dei privati sono sempre piu’ bassi e le commissioni per le gestioni si riducono, diventa sempre piu’difficile collocarli ad un risparmiatore privato che spesso opta per non investirli.

La banca pero’ potrebbe avere una nuova opportunita’ sul mercato che è quella di porsi come intermediario commerciale in una filiera fra aziende, favorendo i contatti, stabilendone quelli sicuri e gestendo il credito derivante dalle operazioni. Ma non è finita qui perche’ la banca potrebbe favorire di filiera. Un’operazione del genere riverserebbe quantita’ ingenti di denaro sul territorio che potrebbero corrispondere agli investitori privati marginalita’ ben maggiori di quelle che attualmente vengono offerte dal mercato azionario e fondiario. Elaborando un concetto di questo genere si otterrebbero molti fattori positivi; le banche recupererebbero un ruolo e nuove opportunita’ di profitto, le imprese ridurrebbero i rischi del credito, i risparmiatori aprirebbero piu’ volentieri i cordoni della borsa riversando il denaro a servizio del territorio che, se cresce, porterebbe loro non solo benefici immediati ma anche a lungo termine.

Posted by:Sandro Geromin

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