Siamo anche un popolo di alcolisti oltre ad esserlo di poeti, santi e navigatori? direi di no se ci rapportiamo ai popoli del nord europa e a molti altri.

Va detto pero’ che la cultura del vino e’ cresciuta tantissimo da noi da venti o trent’ anni a questa parte. Vino che  prima era bevuto soprattutto dalla civilta’ contadina che lo considerava quasi alla stregua di una bibita e che nelle sue forme piu’ nobili e raffinate era apprezzato da esperti solitamente aristocratici. E ‘ stata fatta una grande e valida promozione del vino italiano, sono nati e cresciuti molti nuovi produttori e poi va detto che il binomio enogastronomico ha sortito un grande successo. Al vino si sono avvicinati i giovani che le precedenti generazioni schinavano a favore della birra o degli alcolici. Si sono diffuse quindi le vinerie e le enoteche e oramai e’ tutto un prolificare di pseudo intenditori di vino. Le donne lo adorano ed esprimono le loro preferenze e per conquistarne una non c’ e’ nulla di meglio di invitarla a cena scegliendone uno importante.

Il prezzo soprattutto delle etichette riconoscibili e’ salito molto e si e’ anche ingenerata un po’ una psicosi per cui e’ doveroso anche pagarle care quando invece un vero buon intenditore riesce a scovare un ottimo prodotto a prezzo relativamente modico. Sussiste quindi un po’ di sopravvalutazione.

Ma ben venga anche questa visto che son poche le cose che abbiamo sopravvalutate. Ora speriamo che anche nel complesso la nostra cultura e la nostra arte segua lo stesso percorso, ce ne sarebbe un gran bisogno.

Posted by:Sandro Geromin

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