Dal Canto XXVI del Purgatorio:


Non altrimenti stupido si turba 
lo montanaro, e rimirando ammuta, 
quando rozzo e salvatico s’inurba, 

che ciascun’ombra fece in sua paruta; 
ma poi che furon di stupore scarche, 
lo qual ne li alti cuor tosto s’attuta,   

         «Beato te, che de le nostre marche», 
ricominciò colei che pria m’inchiese, 
«per morir meglio, esperienza imbarche!

Tradotto:

Il montanaro, quando va in città rude e selvaggio e ammira ammutolito (i monumenti cittadini), non rimane meravigliato e istupidito in modo diverso da come fece ognuna di quelle anime nel proprio aspetto;

ma dopo che ebbero lasciato lo stupore, che nei cuori nobili si attenua in fretta, quell’anima che prima mi aveva rivolto la sua domanda ricominciò: «Beato te, che per morir meglio (per essere salvo) acquisti esperienza del nostro mondo!

Ho fatto questo richiamo dantesco perche’ penso che mai come ora l’esperienza sia un valore aggiunto preziosissimo da rivalutarsi insieme alle competenze. Stolto è chi cio’ non comprende o che fa finta di non comprenderlo.

Studiare, imparare, sperimentare, conoscere rappresentano le basi grazie alle quali ottenere risultati costruttivi, tutto il resto è fuffa. Purtroppo siamo invasi dalla Fuffa.

Posted by:Sandro Geromin

One thought on “L’INVASIONE DELLA FUFFA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.