E rieccoci col cibo definito da un nostro Blogger “la masturbazione del terzo millennio” !

Sara’ che son nordico, sara’ che i primi freddi autunnali invitano a un certo tipo di cibo, caldo e morbido, magari consumato in compagnia davanti al torpore di un caminetto acceso insieme a un buon bicchiere di vino ma sta prendendomi la voglia di una polenta e di una bagna caòda.

La polenta puo’ essere di diversi tipi, bianca, gialla, taragna e puo’ essere piu’ o meno densa o anche successivamente grigliata; si accompagna bene con spezzatini, salcicce, sughi, formaggi di vario genere.

La bagna caòda invece no, quella valida deve essere rigorosamente preparata secondo la ricetta piemontese ed è piu’ difficile di quanto si pensi riuscire a farla bene. Non è infatti un sughetto qualsiasi, richiede molte ore di lavoro, dosi corrette degli ingredienti, non dev’essere troppo liquida e deve legarsi bene con le verdure crude e cotte che rappresentano il suo companatico. Negli anni ho visto drammi consumarsi a causa di bagne caòde non riuscite e commensali delusi che per anni han criticato, deriso, addirittura umiliato preparatori di bagne caòde improvvisati.

Ho visto anche pero’ cene con protagonista la bagna caòda ottimamente riuscite e c’e’ da dire che in questi casi la soddisfazione dei commensali è enorme in quanto questo cibo gratifica veramente tanto anche per la socialita’ che esprime, perche’ il companatico si scambia, si condivide, si presta. Unico consiglio per’altro risaputo, attenzione al giorno dopo, perche’ tutto il bello che avrete acquisito con quella esperienza culinaria, incluso il fattore sociale, rischia di tornarvi indietro con gli interessi se chi incontrerete non si tura il naso per tempo.

Posted by:Sandro Geromin

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