Checco Zalone da un decennio è l’eroe dei botteghini italiani: da CADO DALLE NUBI in avanti, ha infranto ogni record di incasso, dando ossigeno alle casse delle sale cinematografiche italiane.

Checco è praticamente l’eroe nazionale del grande schermo e finora è sempre stato una sorta di Re Mida del cinema italiano, ma, attenzione che, come dice la canzone degli afterhours, “niente è per sempre” ed il consenso del pubblico può non essere eterno. Con l’ultimo “TOLO TOLO”, Zalone ha debuttato come regista e, mettendosi in coppia con Paolo Virzì, ha sceneggiato un film decisamente lontano dai soliti canoni delle sue commediole scanzonate e scaccia-pensieri.

Stavolta Checco ha deciso di usare l’immigrazione come tema portante della sua pellicola e ha fatto un film profondamente politico, satirico, anti-sovranista e pro-immigrazione. Nei suoi primi due giorni di programmazione nelle sale, TOLO TOLO ha incassato oltre 8 milioni di euro, ma, a differenza che nelle volte scorse, mentre il film ha raccolto recensioni buone dalle testate di settore, Checco sta facendo i conti con le pessime opinioni del pubblico pagante.

Chi ha fatto code kilometriche per vedere il film in anteprima il 31 dicembre, è uscito dalla sala piuttosto incazzato ed ha riversato la propria delusione sui social e nei forum dedicati alle opinioni del pubblico cinematografico. Pare davvero che, stavolta, il fedele pubblico di Zalone sia rimasto profondamente deluso dal proprio idolo: la vox populi urla a gran voce che TOLO TOLO “non fa ridere”, “è buonista ed anti-italiano”, “se volevo vedere un film politicamente impegnato non guardavo Zalone”.

Ovunque potrete trovare feedback negativi degli spettatori paganti su TOLO TOLO ed addirittura “liti politiche” tra la minoranza che sostiene che Zalone faccia bene a perculare gli italiani sovranisti, ed altri che si sono sentiti offesi dalla rappresentazione impietosa dell’italiano medio che non vota a sinistra e non è pro-immigrazione incontrollata.

Chi va al cinema per vedere un film di Zalone chiede solo una cosa: un’ora e mezza di battute e risate per dimenticare, per la durata della pellicola, i propri guai e le proprie preoccupazioni. Chi va al cinema per vedere un film di Zalone non ha pretese di cinema autoriale e desidera il disimpegno, la pura evasione, la battuta grassoccia tipica del comico pugliese.

Zalone ha avuto il successo popolare perché ha saputo coccolare il suo pubblico, ridendo con esso dei propri difetti, ma nel momento in cui anche Zalone, come una sardina qualunque, diventa moralizzatore e sale in cattedra per dire: “Abbiamo tutti il fascismo dentro, con lo stress viene fuori, come la candida”, corre il rischio di diventare l’ennesimo comico “de sinistra”, caro agli intellettuali di parte, ma lontano dal cuore del popolo, quello stesso popolo che ne ha decretato finora il successo. Il tam tam negativo farà diventare TOLO TOLO un flop? Zalone dovrà fare i conti con il primo insuccesso della sua carriera? Lo scopriremo tra qualche settimana, analizzando gli incassi di TOLO TOLO.

Certo è che la grande commedia all’italiana, quella realmente caustica, corrosiva e libera da padroni, “alla Monicelli” per intenderci, è distante 1000 miglia dal filmetto moralizzatore di Zalone. Sordi e Tognazzi restano stelle polari irraggiungibili e per vedere una grande commedia italiana, meglio metter su’ un vecchio dvd.
Posted by:Carlotta Sissi Zanitti

5 replies on “TOLO TOLO E LA ZALONEIDE CINEMATOGRAFICA

  1. Non ho visto il film, ma ho letto giudizi contrastanti. Di una cosa sono sicuro , quando i comici si mettono a “far politica” non fanno più ridere…Vedi Grillo ! AMEN !

  2. Sono perfettamente d’ accordo: i comici,almeno loro, dovrebbero “esser seri”e lasciare perdere la politica.
    Abbiamo più che mai bisogno di sorridere e ridere,a farci la morale ci sono già abbastanza “maestri di vita”.

  3. NON ho ancora visto il film, lo aspetto su SKY perchè non lo ritengo così interessante da spendere soldi al “botteghino” ma da altri articoli letti e dai pochi trailers visti, ho già capito che con i precedenti c’entra molto poco, lo stesso Zanone mi sembra “diverso” dal solito, vedremo.

    1. Ciao.
      La sostanziale differenza rispetto ai precedenti film, è che stavolta il personaggio comico di checco viene inserito in un contesto drammatico, ed il gioco riuscito a benigni per “la vita è bella”,stavolta non funziona.
      La sceneggiatura è pasticciata,manca un avanzamento narrativo che vada al di la del semplice susseguirsi di situazioni e le battute sono più politiche che davvero divertenti. Risparmia i soldi e vai a vedere la ultimo di Clint appena recensito su queste pagine 🙂

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